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Sicurezza sul lavoro

Valutazione dei rischi, DVR e DUVRI

Il DVR è il documento in cui il datore di lavoro mette per iscritto la valutazione di tutti i rischi dell'azienda e le misure per ridurli: lo deve avere chiunque abbia almeno un lavoratore. Esselle Servizi segue la valutazione dei rischi e redige DVR e DUVRI per piccole e medie imprese, da Torino.

Sappiamo quanto è complesso districarsi tra decreti e norme che cambiano in continuazione, mentre l’azienda va avanti e i clienti aspettano. La valutazione dei rischi è il punto da cui parte tutta la sicurezza sul lavoro: senza, non si sa quale formazione serve, quali DPI comprare, se misurare il rumore o come gestire un’emergenza. Per questo è il primo servizio di Esselle Servizi, che dal 2012 lavora nella sicurezza aziendale accanto a piccole e medie imprese.

Che cos’è il DVR e cosa deve contenere?

Il documento di valutazione dei rischi (DVR) raccoglie la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Tutti vuol dire anche quelli meno visibili: lo stress lavoro-correlato, i rischi per le lavoratrici in gravidanza, quelli legati a genere, età, provenienza da altri Paesi e tipo di contratto (art. 28, c. 1 del D.lgs. 81/2008).

La legge fissa il contenuto minimo (art. 28, c. 2):

  • una relazione sulla valutazione, con i criteri adottati, scelti in modo semplice, breve e comprensibile;
  • le misure di prevenzione e protezione e i DPI adottati;
  • il programma delle misure per migliorare nel tempo i livelli di sicurezza;
  • le procedure per attuarle e i ruoli di chi se ne occupa;
  • i nomi di RSPP, RLS o RLST e medico competente;
  • le mansioni che richiedono capacità, esperienza, formazione e addestramento specifici.

Il DVR può essere tenuto anche in formato digitale, ma deve avere data certa, e si conserva presso l’unità produttiva a cui si riferisce.

Chi lo deve fare e chi lo firma?

Il DVR spetta al datore di lavoro, che ha almeno un lavoratore. È uno dei due obblighi che non può delegare a nessuno, insieme alla nomina dell’RSPP (art. 17). La valutazione si fa con l’RSPP e con il medico competente, dove previsto, dopo aver consultato l’RLS (art. 29). RSPP, RLS e medico competente firmano il documento solo per attestarne la data.

Un consulente quindi non «fa il DVR al posto tuo»: ti aiuta a farlo bene, a raccogliere i dati giusti e a scriverlo in modo che serva davvero a chi lavora in azienda.

Quando va aggiornato?

Il DVR non si rifà ogni anno per abitudine. Va rielaborato entro 30 giorni quando cambiano in modo significativo il processo produttivo o l’organizzazione, quando la tecnica evolve, dopo infortuni significativi o quando lo richiedono gli esiti della sorveglianza sanitaria (art. 29, c. 3). Alcuni rischi hanno poi una cadenza propria: per gli agenti fisici, come rumore e vibrazioni, la valutazione va ripetuta almeno ogni quattro anni.

Chi apre una nuova attività deve valutare subito i rischi e ha 90 giorni per completare il DVR, dando da subito evidenza delle misure adottate.

Le novità più recenti si aggiungono al documento: dal DL 159/2025 il datore di lavoro programma anche misure per prevenire condotte violente o moleste verso i lavoratori, e dalla L. 34/2026 chi lavora in modalità agile fuori dai locali aziendali riceve, insieme all’RLS, un’informativa scritta sui rischi almeno una volta l’anno.

E il DUVRI?

Il documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI) serve quando affidi lavori, servizi o forniture da svolgere dentro la tua azienda: l’impresa di pulizie, il manutentore, l’installatore. Lo redige il committente, non l’appaltatore, e riguarda solo i rischi che nascono dal lavorare negli stessi spazi, non quelli propri dell’impresa esterna. Va allegato al contratto e aggiornato mentre i lavori vanno avanti (art. 26).

Non è dovuto per i servizi di natura intellettuale, le mere forniture e i lavori fino a 5 uomini-giorno in un anno, a meno che non ci siano rischi elevati come incendio, ambienti confinati, amianto o agenti cancerogeni.

Cosa succede se il DVR manca?

La mancata valutazione dei rischi è punita con l’arresto da 3 a 6 mesi o con un’ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro; un DVR incompleto nelle misure, nel programma o nelle procedure costa un’ammenda da 2.847,69 a 5.695,36 euro (art. 55, importi in vigore a ottobre 2026). Ma il punto vero non è la multa: un DVR scritto bene è lo strumento che ti dice cosa fare, e in che ordine.

Cosa fa Esselle Servizi

Ci occupiamo della sicurezza sul lavoro dall’inizio alla fine, dalla valutazione dei rischi alla formazione dei dipendenti. Per la parte documentale:

  • valutazione dei rischi della tua attività;
  • redazione del DVR e del DUVRI;
  • misurazioni strumentali dei fattori di rischio: rumore, vibrazioni, movimentazione manuale dei carichi, stress lavoro-correlato;
  • piano d’evacuazione e planimetrie d’emergenza;
  • supporto nella scelta dei DPI e stesura di protocolli specifici;
  • formazione in linea con il D.lgs. 81/2008 e gli Accordi Stato-Regioni.

Lavoriamo con una struttura snella, che risponde con flessibilità alle esigenze di chi ci chiama, e ci piace conoscere bene le aziende che seguiamo: è il modo migliore per scrivere un documento che descriva davvero il tuo lavoro. Esselle Servizi è certificata UNI EN ISO 9001:2015.

Vuoi capire a che punto sei? Scrivici dal modulo o chiamaci allo 011 0205748: ti diciamo come partire.

Domande frequenti

Chi deve fare il DVR?

Ogni datore di lavoro che ha almeno un lavoratore. La valutazione dei rischi e il DVR sono un obbligo che il datore di lavoro non può delegare (art. 17 del D.lgs. 81/2008): il consulente lo aiuta, ma la responsabilità resta sua.

Si può ancora autocertificare la valutazione dei rischi?

No. L'autocertificazione era ammessa solo fino al 30 giugno 2013. Oggi le aziende fino a 50 lavoratori possono usare le procedure standardizzate, salvo i casi esclusi dalla norma (art. 29 del D.lgs. 81/2008).

Ogni quanto va aggiornato il DVR?

Non c'è una scadenza annuale. Il DVR va rielaborato entro 30 giorni da modifiche significative del lavoro o dell'organizzazione, da infortuni significativi o quando lo richiede la sorveglianza sanitaria. Alcuni rischi hanno cadenze proprie: quelli da agenti fisici, come il rumore, almeno ogni quattro anni.

Ho appena aperto l'attività: entro quando devo fare il DVR?

La valutazione va fatta subito e il DVR va redatto entro 90 giorni dall'inizio dell'attività, dando da subito evidenza documentale delle misure adottate (art. 28, c. 3-bis).

Dove va tenuto il DVR?

Presso l'unità produttiva a cui si riferisce. Può essere tenuto anche in formato digitale, purché abbia data certa.

Quando serve il DUVRI?

Quando affidi lavori, servizi o forniture da svolgere dentro la tua azienda e ci sono rischi da interferenza. Non serve per servizi intellettuali, mere forniture e lavori fino a 5 uomini-giorno l'anno, salvo i rischi elevati elencati dall'art. 26 del D.lgs. 81/2008.

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