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Sanità

Studio o ambulatorio odontoiatrico in Piemonte: quando serve l'autorizzazione sanitaria

In Piemonte serve l'autorizzazione sanitaria per aprire un ambulatorio odontoiatrico: a Torino la rilascia il Comune dopo il parere della Commissione di Vigilanza dell'ASL. Lo studio professionale del singolo odontoiatra, secondo l'Ordine dei medici di Torino, non è soggetto ad autorizzazione, ma più professionisti, più specialità o una società trasformano lo studio in ambulatorio.

Redazione Esselle ServiziPubblicato il 5 minuti di lettura

Chi apre uno studio dentistico in Piemonte di solito si chiede subito «quanto ci vuole per l’autorizzazione?». La domanda giusta però viene prima: mi serve davvero? La risposta dipende da cosa si sta aprendo, uno studio professionale o un ambulatorio, e cambia molto il percorso, i tempi e i costi.

Che differenza c’è tra studio e ambulatorio odontoiatrico?

Il Comune di Torino descrive l’ambulatorio odontoiatrico come una struttura con individualità e organizzazione autonome, che si differenzia dallo studio in cui il professionista svolge e gestisce la propria attività. In parole semplici: lo studio ruota attorno al professionista, l’ambulatorio è un’organizzazione con una vita propria.

Gli elementi che il Comune indica come tipici dell’ambulatorio sono:

  • il numero di professionisti o di specialità presenti;
  • la presenza di altre professioni sanitarie a supporto;
  • lo stesso locale usato da più professionisti in tempi diversi;
  • le procedure complesse o che comportano rischi;
  • l’attività svolta da una società.

Lo studio del singolo odontoiatra deve essere autorizzato?

Secondo l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Torino, no. In Piemonte gli studi professionali odontoiatrici non sono soggetti ad autorizzazione né a requisiti minimi regionali specifici: l’autorizzazione, prevista dall’art. 193 del Testo unico delle leggi sanitarie, riguarda le strutture «spersonalizzate», cioè gli ambulatori, ed è rilasciata dal Sindaco.

Tre precisazioni che è bene tenere a mente:

  1. È un parere consultivo, non vincolante. L’Ordine stesso auspica un intervento chiarificatore della Regione.
  2. Più professioni o specialità cambiano tutto. Sempre secondo l’Ordine, se nella stessa struttura convivono più professioni o specialità, la struttura diventa un poliambulatorio da autorizzare.
  3. Conta come è attrezzato lo studio. La legge nazionale chiede l’autorizzazione anche agli studi odontoiatrici attrezzati per la chirurgia ambulatoriale o per procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o a rischio per il paziente (art. 8-ter, c. 2, del D.lgs. 502/1992).

C’è poi un caso che sorprende molti: secondo l’Ordine, se uno studio viene proseguito da un familiare non odontoiatra, per esempio dopo un’eredità, serve l’autorizzazione.

Attenzione anche al percorso inverso: uno studio che nasce individuale e poi cresce, con altri professionisti, una seconda specialità o una società, può finire per avere le caratteristiche di un ambulatorio. È il momento di rifare la domanda iniziale.

Chi rilascia l’autorizzazione a Torino?

Il Comune, non l’ASL. Per aprire, gestire e cessare un ambulatorio odontoiatrico a Torino serve l’autorizzazione comunale, rilasciata dopo il parere favorevole della Commissione di Vigilanza dell’ASL Città di Torino.

La Commissione di Vigilanza è istituita ai sensi della L.R. 5/1987, integrata dalla DCR 616-3149/2000, e verifica possesso e mantenimento dei requisiti delle strutture sanitarie private, ambulatori compresi. È lei che fa il sopralluogo e controlla i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi.

Quali documenti servono a Torino?

La domanda si presenta allo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) del Comune via PEC, all’indirizzo suap@cert.comune.torino.it. Per l’apertura servono:

  • il mod. 402, per apertura, trasferimento e modifiche dell’attività o dei locali;
  • il mod. All-DirSan, la dichiarazione del direttore sanitario;
  • il mod. AllTec-Amb, la dichiarazione di conformità;
  • l’«allegato a» per soci e amministratori.

I requisiti tecnici che la struttura deve rispettare in Piemonte sono quelli indicati dalla DCR 22 febbraio 2000, n. 616-3149. Molte guide online citano requisiti nazionali: non vanno presi automaticamente come regole piemontesi.

Quanto tempo ci vuole e quanto costa?

Questi sono i tempi e i costi indicati dal Comune di Torino sulla pagina dedicata, aggiornata il 27 ottobre 2025 e consultata il 23 ottobre 2026. Gli importi possono cambiare: verificali sempre sulla fonte prima di pagare.

Voce Importo o durata
Controlli 120 giorni, che possono allungarsi per i pareri di altri enti
Diritti di istruttoria: apertura, trasferimento, modifiche 100 €
Diritti di istruttoria: subingresso, variazioni, modifiche societarie 20 €
Cessazione Gratuita
Marche da bollo per le domande di autorizzazione Due da 16 €
Diritti di segreteria 0,52 €

Si paga con PagoPA. Restano fuori i costi più grandi: lavori di adeguamento dei locali, impianti, attrezzature e consulenze tecniche.

Quando basta una SCIA?

Non ogni cambiamento richiede una nuova autorizzazione. A Torino funziona così:

Cosa cambia Cosa serve
Apertura, trasferimento, modifiche dell’attività o dei locali Autorizzazione
Subentro, cambio di direttore sanitario o di personale sanitario SCIA
Modifiche societarie, cessazione Comunicazione

Con la SCIA si può iniziare subito, salvo provvedimenti del Comune entro 60 giorni. Per apertura e trasferimento, invece, l’autorizzazione serve prima di partire.

E se trasferisco o amplio l’ambulatorio?

L’autorizzazione riguarda anche i locali. La legge nazionale la richiede anche per adattamento, ampliamento, trasformazione o trasferimento di strutture già autorizzate (art. 8-ter, c. 1, del D.lgs. 502/1992), e a Torino il trasferimento e le modifiche dei locali passano per una nuova autorizzazione. Prima di firmare un contratto per una nuova sede conviene quindi mettere in conto il tempo della pratica.

Quali norme fanno da riferimento?

Il quadro mette insieme leggi di epoche molto diverse:

  • il Testo unico delle leggi sanitarie (R.D. 27 luglio 1934, n. 1265), il cui art. 193 è la base dell’autorizzazione comunale;
  • il D.lgs. 502/1992, art. 8-ter, che subordina ad autorizzazione la realizzazione e l’esercizio delle strutture sanitarie, comprese quelle di assistenza specialistica ambulatoriale;
  • in Piemonte, la L.R. 14 gennaio 1987, n. 5 e la DCR 22 febbraio 2000, n. 616-3149, che fissano i requisiti minimi per l’esercizio delle attività sanitarie;
  • la DGR 22 marzo 2019, n. 31-8596, che esclude gli studi medici e odontoiatrici, singoli o associati, dalla verifica di compatibilità regionale prevista per altre strutture: una verifica diversa dall’autorizzazione all’esercizio, da non confondere.

Come lavoriamo in Esselle Servizi

Negli anni abbiamo maturato molta esperienza nel settore sanitario, in particolare in quello odontoiatrico. Seguiamo le fasi dell’autorizzazione sanitaria dialogando con gli enti territoriali e ci occupiamo anche di protocolli operativi e di sicurezza sul lavoro. Se ne occupa Sara Luciani, che segue il cliente dal primo barlume di idea fino al benedetto foglio di carta dopo il sopralluogo ASL.

Trovi il servizio nella pagina Autorizzazione sanitaria a Torino. Hai un progetto e non sai se è uno studio o un ambulatorio? Scrivici dal modulo o chiamaci allo 011 0205748.

Domande frequenti

Il mio studio dentistico deve avere l'autorizzazione sanitaria?

Se è lo studio professionale in cui lavori e gestisci la tua attività da solo, secondo l'Ordine dei medici di Torino no. Se ha le caratteristiche di un ambulatorio, per esempio più professionisti o specialità, locali condivisi, procedure complesse o una società come titolare, sì.

L'autorizzazione la rilascia l'ASL?

No, la rilascia il Comune. L'ASL, con la Commissione di Vigilanza, verifica i requisiti e dà il parere tecnico.

Posso aprire e intanto presentare la domanda?

Per l'apertura e il trasferimento serve l'autorizzazione prima di partire. La SCIA, che permette di iniziare subito, vale solo per subentro e alcune variazioni.

Quanto tempo serve a Torino?

Il Comune di Torino indica 120 giorni per i controlli, che possono allungarsi se servono pareri di altri enti.

Quanto costa la pratica a Torino?

Secondo il Comune di Torino, per l'apertura 100 € di diritti di istruttoria, due marche da bollo da 16 € e 0,52 € di diritti di segreteria, da pagare con PagoPA. Sono esclusi i lavori di adeguamento dei locali.

I requisiti citati dalle guide nazionali valgono in Piemonte?

In Piemonte il riferimento per i requisiti minimi delle strutture sanitarie è la DCR 22 febbraio 2000, n. 616-3149, indicata dalla Regione e dal Comune. Le guide nazionali non vanno prese automaticamente come regole piemontesi.

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